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PFO: Walter deve per forza smettere di immergersi?

01/11/2015

Buongiorno
sono Walter, ho 58 anni e ho il brevetto da sub di 1 livello (18m) da 5 anni.
Dopo una visita cardiologica mi hanno consigliato di fare un controllo per la presenza di PFO, l’1 settembre 2015 ho eseguito un ecodopler transcranico per la valutazione del PFO.

Risultato: “negativo in condizioni basali,in manovra di Valsava significativo passaggio (magg. 20 Mes. shower effect) shunt latente”.

Il mio cardiologo mi ha vietato di fare immersioni, devo proprio smettere  oppure ci sono altri test per valutare meglio?

Grazie per la Vs.consulenza

Cordiali Saluti

Walter

 

Risponde il Direttore Sanitario del Centro Iperbarico di Bologna, dott. Ferruccio Di Donato
Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
Specializzazione in Medicina del Nuoto e delle attività subacquee – istituto di fisiologia umana Università di Chieti
Ordine Dei Medici di Bologna N° 11812

 

Buongiorno Walter,
Quando si parla di PFO si entra sempre in un ginepraio, perché il mondo medico-scientifico è, come sempre, diviso fra possibilisti e negazionisti.
È certo e incontrovertibile che essere portatori di PFO con shunt latente, che si attiva sotto Valsalva facendo passare molte bolle, è un fattore di rischio addizionale per malattia da decompressione, ma è anche vero che questo rischio non sappiamo quantificarlo con precisione.

Per darti una risposta riguardo alla possibilità di continuare a fare immersioni, occorre valutare la tua condizione clinica e la tua esperienza subacquea.

Per valutare consapevolmente la tua condizione clinica occorrono altri dati riguardo al tuo stato di salute generale: mi dici che il tuo cardiologo ti ha consigliato di procedere alla ricerca del PFO, ma non mi dici perché.
La domanda che mi pongo è: ti ha consigliato questo approfondimento diagnostico per sola prudenza o perché ha rilevato segni di patologia durante la prima visita? È evidente che la risposta potrebbe fare la differenza per un responso finale.

Riguardo al tuo curriculum subacqueo mi dici che sei in possesso di brevetto da 5 anni, ma quante immersioni hai fatto? E con quale stress decompressivo? Se fossero tante e impegnative, effettuate senza incidenti, questo potrebbe essere un elemento a favore di un responso possibilista.
Ti ricordo infatti che il PFO è presente in un terzo della popolazione sana e non si cerca di routine nei subacquei amatoriali. Ciò significa che molti di noi si immergono essendo portatori di PFO senza esserne al corrente e ciononostante non sono mai incorsi in incidenti decompressivi.

È importante ora completare il quadro per valutare la necessità di approfondimento diagnostico o per formulare un giudizio d’idoneità.
Per completezza d’informazione, l’esame strumentale che meglio definisce il PFO è l’ecocardiogramma trans esofageo con contrasto, indagine un po’ invasiva da riservare a casi selezionati.

Una volta che il quadro generale sarà completo si potrà ragionare riguardo il rischio connesso all’immersione e ai possibili provvedimenti.

Concludo ricordando che per ridurre il rischio di malattia da decompressione, anche in presenza di PFO, è sempre possibile adottare profili di immersione che minimizzino la formazione di bolle. Si tratta di quei profili che mantengano il massimo coefficiente di sovra saturazione a valori inferiori all’80% del consentito e imparare l’utilizzo del nitrox.
Quindi non posso escludere che la subacquea possa essere consentita anche con shunt latente ma, per formulare un responso, occorre una visita approfondita.

Se desideri puoi contattare il Centro Iperbarico di Bologna per un appuntamento, il numero della nostra segreteria è 051/6061240.

Saluti
Dott. Ferruccio Di Donato

 

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