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Coxartrosi e parziale necrosi alla testa del femore: cosa fare?

28/03/2018

Salve,

vi scrivo perchè mi è stata diagnosticata una coxartrosi e parziale necrosi testa del femore e vorrei chiedere un consiglio circa la mia situazione. 
Vi ho inviato a parte l’esito della RMN all’ anca sinistra dove si evidenzia quanto in oggetto:

“Esame eseguito su RM ad alto campo (1.5 Tesla) mediante acquisizioni sui piani sagittale, trasversale e coronale,con sequenze di impulsi T1 TSE, T2 TSE, FFE e STIR.

In esiti di pregressa frattura del collo femorale di sinistra, ridotto chirurgicamente mediante chiodi endomidollari  rimossi, si rilevano avanzati segni di coxartrosi omolaterale caratterizzati da marcato assottigliamento della cartilagine di rivestimento articolare con aspetto irregolare della corticale ossea e ampia area di sfumato edema intraspongioso a carico della testa femorale che mostra iniziale ovalizzazione, e che a livello della spongiosa ossea subcondrale della superficie di carico, presenta alterazione di segnale a morfologia ovalare avente diametri assiali massimi di 24 x 16 mm ed estensione longitudinale di 13 mm circa, di segnale intermedio in T1, iperintensa in STIR con orletto periferico ipointenso in tutte le sequenze: reperto RM di non univoca interpretazione ma più verosimilmente compatibile con necrosi avascolare che con alterazioni osteocondriali di natura degenerativa. Si associa la presenza di voluminosa formazione cistica sottocorticale di 13 mm circa a livello del ciglio cotiloideo di sinistra, minute formazioni osteofitosiche marginali al passaggio testa- collo femorale e modesto quantitativo di versamento articolare omolaterale. Non alterazioni di intensità di segnale a carico dell’articolazione coxofemorale destra e delle branche ileo ed ischio-pubiche. Normale lo spessore e l’intensità di segnale dei ventri muscolari degli adduttori e dei retti femorali. Normali le sacroiliache.”

Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione.
Saluti.

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1 Comment

  1. Luigi Santarella ha detto:
    28/03/2018 alle 19:13

    Risponde il dott. Luigi Santarella,
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Master di II° livello in Medicina Subacquea ed Iperbarica
    Ordine Dei Medici di Ravenna N° 3151

    Buongiorno signor Gianni, grazie per l’attenzione.

    L’esito dell’esame di risonanza magnetica che ci sottopone ci permette di valutare solo parzialmente il suo quadro clinico generale, fondamentali infatti sono anche le sue comorbilità ma ancor più la sua clinica, cioè qual è la sintomatologia e la sua qualità della vita.

    Il referto di risonanza magnetica sembrerebbe rappresentare un quadro avanzato, quando infatti la testa femorale inizia ad ovalizzarsi la terapia ad ossigeno iperbarico (OTI) non può avere un affetto curativo ma solo palliativo. Per queste ragioni il percorso terapeutico erogabile tramite Sistema Sanitario Nazionale è previsto per quadri meno avanzati ove non vi sia la deformazione della testa femorale.

    Risulta comunque evidente che l’esteso edema intraspongioso e la sospetta area di osteonecrosi sono un bersaglio per le azioni dell’OTI.
    Considerando quindi la compresenza di un quadro suscettibile all’OTI in una patologia degenerativa avanzata rimane da riconsiderare non solo il referto di risonanza ma il suo quadro clinico a 360 gradi.

    Il mio consiglio, quindi è di rivolgersi ai suoi specialisti di fiducia per considerare le opzioni terapeutiche disponibili, tenendo presente che l’utilizzo dell’OTI potrebbe essere preso in considerazione a scopo prevalentemente antalgico ed antiedemigeno ove non sia possibile o si voglia procrastinare l’approccio chirurgico.

    Non esiti a contattarci telefonicamente per ulteriori informazioni.
    Un caro saluto,
    Luigi Santarella

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