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Notizie dal mondo della ricerca

19/09/2025

L’ossigeno terapia iperbarica (OTI) è somministrata in patologie che coinvolgono numerose specialità mediche. L’ambito dei processi infettivi sia acuti che cronici prevede già numerosi protocolli terapeutici che includono l’ossigeno terapia iperbarica (OTI) come terapia adiuvante. Fra questi le infezioni dei tessuti molli, le osteomieliti croniche refrattarie e le infezioni necrosanti progressive. Vediamo qui come questo articolo https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40826942/ riassume l’applicazione sinergica di antibiotici e OTI come strategia promettente per migliorare l’eradicazione batterica, soprattutto contro ceppi resistenti e infezioni associate a biofilm. 

Meccanismi di potenziamento dell’attività antibatterica

  1. Aumento dell’ossigenazione
    • L’OTI incrementa la concentrazione di ossigeno nei tessuti, migliorando l’attività di antibiotici che dipendono da meccanismi ossigeno-correlati.
    • In studi sperimentali, Pseudomonas aeruginosa non ha mostrato crescita a 2,8 ATA di ossigeno puro, con effetto batteriostatico reversibile.
    • L’ossigeno può anche influenzare la farmacocinetica degli antibiotici attraverso modifiche della circolazione sanguigna e stimolare cambiamenti genetici e metabolici nei batteri, come riduzione della sintesi proteica e aumento delle difese antiossidanti.
  2. Disgregazione dei biofilm
    • I biofilm conferiscono ai batteri una forte resistenza agli antibiotici.
    • L’OTI migliora la penetrazione dell’ossigeno all’interno del biofilm e, combinata con antibiotici come la ciprofloxacina, aumenta significativamente l’attività battericida contro Pseudomonas aeruginosa, favorendo l’eradicazione batterica e riducendo il consumo di ossigeno negli strati superficiali.
  3. Potenziamento della risposta immunitaria
    • L’ossigenazione migliorata sostiene l’attività dei neutrofili e la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), facilitando la clearance batterica.
    • Tuttavia, l’eccessiva produzione di ROS può selezionare ceppi batterici più resistenti, capaci di detossificare ROS (es. Staphylococcus aureus) o di sopravvivere nei neutrofili, creando una dinamica evolutiva tra sistema immunitario e batteri.
  4. Effetto sull’espressione delle porine e permeabilità batterica
    • L’ossigeno può influenzare l’espressione di proteine di membrana esterna, alterando la permeabilità batterica e quindi la sensibilità agli antibiotici.
    • In condizioni anaerobiche si osserva diminuzione della penetrazione di antibiotici come β-lattamici e fluorochinoloni.

Alcune applicazioni cliniche:

  • Infezioni necrosanti progressive
    • L’OTI, combinata con antibiotici, riduce l’ipossia tissutale e ostacola la crescita di batteri anaerobi.
    • Una meta-analisi su oltre 49.000 pazienti ha mostrato che l’OTI riduce significativamente la mortalità (RR = 0,522) e l’incidenza di complicanze come la MODS (sindrome da disfunzione multiorgano), anche se aumenta la frequenza di debridement chirurgici.
    • Non è stata osservata una riduzione significativa nel tasso di amputazioni.
  • Endocardite infettiva (IE)
    • Studi preclinici suggeriscono che l’OTI potrebbe migliorare la risposta dell’ospite e l’efficacia antibiotica, ma mancano ancora trial clinici sull’uomo.

Considerazioni 

L’integrazione di OTI con la terapia antibiotica:

  • offre un potenziale significativo per il trattamento di infezioni difficili, specialmente quelle croniche o da biofilm;
  • necessita di ulteriori studi clinici per definire protocolli standardizzati;
  • richiede attenzione all’equilibrio tra potenziamento della risposta immunitaria e rischio di selezione di ceppi batterici più resistenti.

Conclusione:
La combinazione di ossigenoterapia iperbarica e antibiotici rappresenta una strategia innovativa e promettente per migliorare l’eradicazione batterica, ridurre la mortalità e affrontare infezioni complesse. Tuttavia, per la piena integrazione nella pratica clinica, sono necessari ulteriori studi e protocolli terapeutici ben definiti.

 

 

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