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Riprendersi la vita: l’OTI contro la stanchezza cronica e i sintomi “invisibili”

06/10/2026

Quando parliamo di fibromialgia, il pensiero corre subito al dolore. Tuttavia, chi vive questa condizione sa bene che esistono “nemici silenziosi” altrettanto invalidanti: una stanchezza che non passa mai e un sonno non ristoratore.  

“Dormo otto ore, ma mi sveglio più stanco di prima”, questa è tra le frasi che sentiamo più spesso durante le visite. Nella fibromialgia, infatti, il problema non è solo la quantità di sonno, ma la sua qualità: manca quella fase profonda (REM) che permette al corpo e alla mente di rigenerarsi.  

Il sonno non ristoratore alimenta un circolo vizioso: meno dormi, più senti dolore; più senti dolore, meno riesci a riposare.  

Nella mia tesi di specializzazione, ho voluto indagare proprio come l’Ossigenoterapia Iperbarica (OTI) possa agire su questi aspetti che pesano enormemente sulla qualità della vita quotidiana.  

L’Astenia: molto più di una semplice stanchezza

L’astenia profonda è descritta dai pazienti come un esaurimento fisico e mentale che non si risolve con il riposo. I dati raccolti presso il Centro Iperbarico di Bologna hanno mostrato risultati straordinari: dopo un ciclo di 40 sedute, abbiamo osservato una riduzione media della stanchezza del 41%. Questo accade perché l’ossigeno in pressione ottimizza il metabolismo cellulare, fornendo alle nostre “centrali energetiche” (i mitocondri) il carburante necessario per ripartire.  

Il grafico riporta lungo l’asse dell’ascisse i 32 pazienti inclusi nello studio, mentre l’asse delle ordinate mostra i valori del punteggio della NRS (Numeric Rating Scale) relativi all’astenia, segnalati dai rispettivi pazienti nei questionari somministrati all’inizio, a metà e a fine terapia. In particolare, per ogni paziente sono riportate 3 barre colorate, corrispondenti alle seguenti 3 rilevazioni: T0 (blu), T20 (arancione) e T40 (grigio). Tale grafico mostra la progressiva riduzione dell’astenia nel corso delle sedute di ossigeno terapia iperbarica: le barre arancioni (T20) e grigie (T40), sono più basse rispetto alle blu (T0), evidenziando un miglioramento diffuso nei soggetti analizzati.

 

 

Il grafico riporta lungo l’asse dell’ascisse le 3 rilevazioni (T0, T20 e T40), mentre l’asse delle ordinate mostra i valori del punteggio della NRS relativi all’astenia. Il punteggio medio della NRS per l’astenia mostra un punteggio medio iniziale di 7,59 che si è ridotto a 5,80 dopo 20 sedute e a 4,48 al termine delle 40 sedute. La riduzione complessiva è pari a 3,1 punti, ovvero -41% rispetto al valore iniziale.

Sonno non ristoratore

Spesso la fibromialgia si accompagna a disturbi del sonno. Nel nostro studio, i pazienti hanno riferito una riduzione significativa dell’insonnia (-36%), fondamentale per permettere al cervello di consolidare la memoria e riparare i tessuti.  

 

 

Il grafico riporta lungo l’asse dell’ascisse i 32 pazienti inclusi nello studio, mentre l’asse delle ordinate mostra i valori del punteggio della NRS (Numeric Rating Scale) relativi all’insonnia, segnalati dai rispettivi pazienti nei questionari somministrati all’inizio, a metà e a fine terapia. In particolare, per ogni paziente sono riportate 3 barre colorate, corrispondenti alle seguenti 3 rilevazioni: T0 (blu), T20 (arancione) e T40 (grigio). Tale grafico mostra la progressiva riduzione dell’insonnia nel corso delle sedute di ossigeno terapia iperbarica: le barre arancioni (T20) e grigie (T40), sono più basse rispetto alle blu (T0), evidenziando un miglioramento diffuso nei soggetti analizzati.

 

 

Il grafico riporta lungo l’asse dell’ascisse le 3 rilevazioni (T0, T20 e T40), mentre l’asse delle ordinate mostra i valori del punteggio della NRS relativi all’insonnia. Il punteggio medio della NRS per l’insonnia mostra un punteggio medio iniziale di 7,28 che si è ridotto a 5,19 dopo 20 sedute e a 4,64 al termine delle 40 sedute. La riduzione complessiva è pari a 2,64 punti, ovvero -36% rispetto al valore iniziale.

Un cambiamento misurabile

Non si tratta solo di sensazioni. Attraverso scale di valutazione validate (come la NRS – Numeric Rating Scale), abbiamo misurato che l’influenza negativa della malattia sulla vita quotidiana diminuisce drasticamente con l’OTI, passando da punteggi medi di 8.8 a 4.9.  

Il messaggio che vorrei trasmettervi con questo terzo appuntamento è che non dobbiamo rassegnarci a vivere in un corpo che “funziona a metà”. L’ossigeno non cura solo il dolore, ma aiuta l’intero organismo a ritrovare il proprio equilibrio, permettendoci di tornare a pianificare la nostra giornata con un’energia nuova.  

 

 

Il grafico riporta lungo l’asse dell’ascisse i 32 pazienti inclusi nello studio, mentre l’asse delle ordinate mostra i valori del punteggio della NRS (Numeric Rating Scale) relativi all’influenza sulla qualità di vita, segnalati dai rispettivi pazienti nei questionari somministrati all’inizio, a metà e a fine terapia. In particolare, per ogni paziente sono riportate 3 barre colorate, corrispondenti alle seguenti 3 rilevazioni: T0 (blu), T20 (arancione) e T40 (grigio). Tale grafico mostra la progressiva riduzione dell’influenza sulla qualità di vita nel corso delle sedute di ossigeno terapia iperbarica: le barre arancioni (T20) e grigie (T40), sono più basse rispetto alle blu (T0), evidenziando un miglioramento diffuso nei soggetti analizzati.

 

 

Il grafico riporta lungo l’asse dell’ascisse le 3 rilevazioni (T0, T20 e T40), mentre l’asse delle ordinate mostra i valori del punteggio della NRS relativi all’influenza sulla qualità di vita. Il punteggio medio della NRS per l’influenza sulla qualità di vita mostra un punteggio medio iniziale di 8,88 che si è ridotto a 6,97 dopo 20 sedute e a 4,94 al termine delle 40 sedute. La riduzione complessiva è pari a 3,94 punti, ovvero -44,4% rispetto al valore iniziale.

 

 

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