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Shunt polmonare in sub esperto: che cosa fare? Che problemi si possono presentare?

10/06/2015

Buonasera dottore,
volevo chiederle alcune informazioni riguardo allo Shunt Polmonare.
Mi immergo da tempo e senza aver mai avuto incidenti, ho già condotto immersioni di mezz’ora a 60 m con miscele trimix e decompressione con gas iperossigenati o anche immersioni con un ora di permanenza fra i 40 e i 50 metri e qualche immersione con miscele leggermente ipossiche a quote intorno ai 70/75 m.
Recentemente ho fatto qualche analisi: ecodoppler cardiaco con contrasto ed ecodoppler transcranico con contrasto, in entrambi i casi è stato rilevato un leggero passaggio di bolle ma con un ritardo di 6 secondi, i dottori gli hanno riferito che dato il ritardo nel passaggio (6 secondi) non può trattarsi di pervietà del forame ovale (PFO) ma più probabilmente di uno “Shunt Polmonare”.
Può spiegarmi come si fa a stabilire con certezza l’eventuale presenza di questo Shunt? Ed eventualmente come si può determinarne l’entità?

A questo punto che problemi mi si possono presentare?
Che cosa posso fare per migliorare la situazione?

La ringrazio in anticipo per l’attenzione e per la sua eventuale risposta.
Cordiali saluti.

Giacomo

Risponde il Direttore Sanitario del Centro Iperbarico di Bologna, dott. Ferruccio Di Donato
Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
Specializzazione in Medicina del Nuoto e delle attività subacquee – istituto di fisiologia umana Università di Chieti
Ordine Dei Medici di Bologna N° 11812

 

Buongiorno Giacomo,
mi fai una domanda molto interessante su un argomento piuttosto complesso.
Si parla di shunt polmonare, intendendo quella quota di sangue che supera il filtro dei polmoni senza partecipare agli scambi gassosi. Una certa quota di shunt polmonare è fisiologica, quindi presente normalmente nella persona sana, ma possono esserci shunt patologici conseguenti a malattie particolari.
Come sai che il polmone è un organo spugnoso, perfuso e ventilato, dotato perciò di una ricca circolazione sanguigna e di una efficiente ventilazione alveolare. Per fare in modo che gli scambi gassosi possano avvenire normalmente è necessario che la ventilazione e la perfusione siano normali. Nella normalità e in condizioni di riposo il polmone ha un rapporto ventilazione/perfusione (V/Q) diverso in base alla parti: normale nella sua zona mediana, aumentato agli apici e ridotto alle basi. Per questo motivo, nelle aree più perfuse che ventilate, una piccola quota di sangue supera il polmone senza partecipare agli scambi gassosi e realizza così uno shunt polmonare fisiologico.
Allo stesso modo, tutte le patologie del polmone e della sua circolazione possono comportare un aumento della quota di shunt, cioè un’alterazione degli scambi gassosi.
Nel tuo caso grazie all’ecodoppler di contrasto sono state rintracciate piccole quantità di bolle nella zona sinistra del cuore: significa che queste hanno saltato il filtro polmonare, e ciò può essere avvenuto in assenza di patologie o per la presenza di minime fistole artero venose (ovvero punti in cui si realizza una comunicazione anomala fra vene e arterie).
Non credo sia il caso di proseguire nell’indagine di questa condizione, perché tu ti immergi da anni senza problemi e bisognerebbe ricorrere, in primo luogo all’ecocardio trans esofageo (per verificare la correttezza dell’ipotesi di esclusione del FOP) e in seconda battuta ad una scintigrafia dei polmoni (indagine decisamente sovra dimensionata alla valutazione del tuo problema).
In sintesi tutto dipende dall’effettiva entità del passaggio anomalo di bolle e dalle tue condizioni generali.
Se pensi di voler approfondire il Centro Iperbarico di Bologna è a tua disposizione, saremo felici di esserti d’aiuto se vuoi fissare un appuntamento contatta pure la segreteria al numero 051.6061240.
Saluti
Dott. Ferruccio Di Donato

 

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