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La cura antibiotica per la spondilodiscite può essere supportata con l’ossigenoterapia?

07/04/2016

Egr. Dottor Di Donato,

purtroppo mio padre è tuttora ricoverato al Cardarelli di Napoli e, dopo un intervento, gli è stata diagnosticata la spondilodiscite. Leggo solo ora che oltre all’antibiotico sarebbero opportune delle sedute iperbariche. Vorrei sapere meglio da Lei che risultati si possono ottenere.

Nell’attesa di una risposta Le porgo distinti saluti.

Vincenzo

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1 Comment

  1. Luigi Santarella ha detto:
    06/04/2016 alle 11:04

    Risponde il dott. Luigi Santarella,
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Ordine Dei Medici di Ravenna N° 3151

    Caro Vincenzo,
    la spondilodiscite è un’infiammazione di un disco intervertebrale e delle vertebre adiacenti.
    Le cause che possono determinare questa patologia sono:
    • di origine infettiva: dovuta al passaggio di un batterio nel sangue nel corso di setticemia, infezione dentale, intestinale, infezione a livello della pelle, specifiche infezioni come la tubercolosi, intervento chirurgico (per esempio ernia del disco) o iniezione intradiscale di farmaci.
    • di natura non infettiva: legate a un’infiammazione cronica correlata a un disturbo del sistema immunitario, spondiloartropatia o a una sindrome SAPHO (sinovite, acne, pustolosi, iperostosi, osteite).
    Questa patologia è di norma molto invalidante: provoca intenso dolore al rachide che limita grandemente la mobilità ed è spesso accompagnata da febbre.

    Si tratta di una malattia abbastanza rara, per quanto in aumento negli ultimi anni, e si osserva più frequentemente in pazienti con fattori di rischio e di compromissione come il diabete, l’insufficienza renale cronica, l’artrite reumatoide, l’immunodeficienza, il tabagismo, l’alcoolismo, l’uso di droghe, la tubercolosi e il trattamento prolungato con steroidi.

    Dal tuo racconto non è chiaro a quale intervento tuo padre sia stato sottoposto, per cui sarebbe utile per completezza avere anche questa informazione.

    L’approccio per la cura di questa patologia è multidisciplinare: sono coinvolti gli specialisti ortopedici e infettivologi, che potranno valutare la condizione di tuo padre e lo indirizzeranno verso il percorso terapeutico più opportuno.
    Nel percorso terapeutico l’ossigenoterapia iperbarica è indicata insieme alle altre terapie previste, in particolare perché agisce:
    – Favorendo la riduzione del focolaio di infezione grazie alla sua azione diretta antibatterica (batteriostatica o battericida a secondo del batterio) e indiretta potenziando l’effetto degli antibiotici (sinergizza)
    – Favorendo il riassorbimento dell’edema che genera dolore ottenendo un buon effetto antinfiammatorio
    – Favorendo la formazione di nuovi vasi (neoangiogenesi) per migliorare l’ossigenazione dei tessuti sofferenti
    – Per stimolare la formazione di osso sano
    I protocolli terapeutici approvati dall’ASL Bologna prevedono per questa patologia un programma di 60 sedute, come caso particolare di osteomielite cronica refrattaria. Dopo le prime 40 sedute è necessaria una rivalutazione ortopedica/infettivologia con possibile indicazione ad intervento di toelette chirurgica.

    A seguito della rivalutazione specialistica, sia che si sia optato per un approccio conservativo che interventistico, si procederà completando la terapia iperbarica con le ultime 20 sedute.

    Il mio consiglio è quindi di valutare, con il consenso degli specialisti che hanno in carico suo padre, la possibilità di affiancare al percorso terapeutico in atto anche la terapia con ossigeno iperbarico.

    Resto a disposizione per qualsiasi necessità e chiarimento, può contattarci al numero 051 6061240, o all’indirizzo email scrivici@iperbaricobologna.it.

    Cari saluti
    Dott. Luigi Santarella

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