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Andrea dopo un trauma all’anca non riesce a stare meglio: cosa può fare?

03/08/2016

Salve,
Sarei felice di avere qualche informazione riguardante la mia patologia e se possibile un modo per risolverla.  
Nel lontano 2010 durante una partita di calcetto ho ricevuto una botta all’anca, dopo esser stato fermo per un mese ho ripreso la mia attività sportiva abituale. 

Anno dopo anno il dolore all’anca si rivelava sempre più forte, al punto che nel 2014 dopo aver continuato a giocare per quattro anni, mi sono sottoposto ad una visita ortopedica dove mi sono state diagnosticate le seguenti condizioni:

rottura labbro acetabolare, distacco osteocondrale della testa del femore, condropatia acetabolare contrapposta grado IV, corpi mobili intrarticolari, in FAI tipo CAM anca sinistra in esiti di ossificazione del retto femorale anteriore.
Per poi sottopormi a un intervento chirurgico di artroscopia dell’anca con i seguenti passaggi:
reinserzione del labbro acetabolare con due ancore, rimozione dei corpi mobili e del frammento osteocondrale, shaving condrale acetabolare, microfratture della testa del femorale, femoplastica del collo.

Successivamente, dopo la dovuta riabilitazione, ho ripreso l’attività sportiva di calcio a 5 con qualche fastidio ma credo normale, senza nessun dolore non sopportabile.
Dopo poche partite purtroppo in un contrasto ho riportato una perdita della memoria senza nessun trauma cranico ed una botta all’anca sinistra operata.
Ristabilito ho ripreso l’attività sportiva, con dolori che progredivano sempre più velocemente tanto che mi hanno portato a smettere.

Dopo nuove visite ortopediche la mia situazione attuale è questa:
RX BACINO evidente quadro di coxartrosi bilaterale.

Il reperto è nettamente più evidente a sinistra ove si apprezza una marcata riduzione d’ampiezza della rima articolare coxo-femorale corrispondente supero esternamente.
Si associa una sclerosi disomogenea su entrambi i versanti articolari contrapposti con iniziale avvallamento della volta cefalica sinistra che potrebbe essere compatibile con lesione da osteonecrosi avascolare da verificare con risonanza magnetica. Piccola calcificazione periarticolare a ridosso del ciglio cotiloideo anche da tale lato.
La rima articolare coxo-femorare destra è sostanzialmente conservata.  

Risonanza magnetica anca destra e sinistra. È stato eseguito uno studio delle articolazioni coxo-femorali, senza mezzo di contrasto. acetaboli antiversi. area di ostreonecrosi in fase adiposa (27 x 20 x20mm) si apprezza in corrispondenza del profilo supero-ventrale della testa femorale, a destra, ove si apprezzano anche manifestazione coxo-artosiche con tendenza alla ovalizzazione la testa del femore, prolungata alla base da sottili becchi osteofitosici.
Presenza di segni di condropatia sulla zona 2 e 3 della testa femorale del contrapposto tetto acetabolare. disomogeneità del ciglio fibrocartilagineo a livello delle zone 2 e 3. diffuse manifestazioni neuroalgodistrofiche si apprezzano a livello della testa e del collo femorale, sempre a destra. non versamento endoarticolare.
un quadro analogo , ma di maggiore entità si evidenzia a sinistra, in esiti di intervento artroscopico. a sinistra si apprezza un maggior danno cartilagineo in zona 2 e 3 con alterazione della struttura ossea del tetto acetabolare.
a sinistra si rileva, inoltre, un modesto versamento endo-articolare. Nella norma le formazioni mio-tendinee della regione esaminata  

Avreste un consiglio da darmi sul da farsi?

vi dico inoltre che sono stato già da tre diversi ortopedici e non so come proseguire visto che tutti e tre mi hanno dato diversi pareri.

Grazie per l’aiuto

 

Andrea

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1 Comment

  1. Luigi Santarella ha detto:
    02/08/2016 alle 15:24

    Risponde il dott. Luigi Santarella,
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Ordine Dei Medici di Ravenna N° 3151

    Caro Andrea,
    grazie per averci scritto.
    Il quadro clinico che ci presenti evidenzia essenzialmente due problematiche principali:

    La prima è l’evidenza di un quadro degenerativo su base artrosica e traumatica per il quale, purtroppo, l’ossigenoterapia iperbarica risulta non appropriata.
    La problematica in cui invece l’ossigenoterapia iperbarica potrebbe essere efficace, grazie alle sue azioni antinfiammatorie, lo stimolo alla vascolarizzazione e l’azione positiva sulla rimineralizzazione ossea, è l’osteonecrosi asettica della testa del femore.
    La descrizione della risonanza magnetica, infatti, individua una lesione presumibilmente in fase iniziale per la quale appunto un precoce trattamento è appropriato.

    Per avere un quadro più completo sarebbe utile conoscere la sintomatologia e la limitazione funzionale da te avvertite attualmente.

    In considerazione del quadro complesso che ci riporti il mio consiglio è di sviluppare un percorso terapeutico multidisciplinare che preveda la collaborazione di specialisti ortopedici, fisiatri e medici iperbarici.
    In questo modo potremo inquadrare a 360° i fattori modificabili che possono favorire il quadro degenerativo e l’osteonecrosi e correggerli ove possibile.
    L’ossigenoterapia iperbarica si inserisce a pieno titolo fra i trattamenti conservativi in questo percorso terapeutico.

    Se vuoi contattare la nostra segreteria per fissare una prima visita, il numero è 051 6061240
    Cari saluti
    Dott. Luigi Santarella

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